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La Consultazione. Un primo spazio per incontrarsi
La decisione di rivolgersi a uno psicoterapeuta è spesso preceduta da un tempo di riflessione, dubbi e domande: "Cosa mi sta succedendo?" "È davvero il momento di chiedere aiuto?" "troverò qualcuno che possa capire senza giudicare?".
In questo contesto, la consultazione psicoanalitica non è solo un passaggio tecnico, ma un vero e proprio incontro umano e conoscitivo, uno spazio iniziale per cominciare a dare forma al proprio disagio.
Che cos’è la consultazione nella psicoanalisi della relazione?
La consultazione è una serie di colloqui preliminari, solitamente da uno a tre incontri, in cui terapeuta e persona che chiede aiuto si incontrano per conoscersi, comprendere meglio la richiesta e valutare insieme l’opportunità di intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Nella psicoanalisi della relazione, questo momento iniziale è ancora più centrale: non si tratta di una semplice raccolta di informazioni o di una valutazione “diagnostica”, ma di un primo scambio relazionale in cui comincia già a emergere la qualità del legame, lo stile comunicativo e i vissuti in gioco.
Un’esperienza a due: il terapeuta come presenza partecipe
A differenza di un approccio più neutrale o distaccato, nella psicoanalisi della relazione il terapeuta non si pone come “esperto esterno” che osserva, ma come una presenza partecipe, coinvolta nella relazione che si sta formando.
Questo non significa "diventare amici", ma riconoscere che la relazione è già parte del lavoro terapeutico, sin dalla consultazione.
Il terapeuta osserva come la persona si racconta, quali emozioni emergono nel dialogo, quali sono le aspettative e le paure, ma anche come lui stesso si sente in quel rapporto. Questo sguardo reciproco diventa uno strumento prezioso per capire quale tipo di lavoro potrà essere avviato.
Non solo sintomi: il senso del disagio nella storia di vita
Durante la consultazione non si cerca semplicemente di “inquadrare il problema”, ma di comprendere il significato del disagio all’interno della storia della persona. Un sintomo – come l’ansia, l’insonnia, la difficoltà relazionale o il senso di vuoto – non viene visto come qualcosa da eliminare in fretta, ma come un linguaggio da decifrare, che parla di un conflitto più profondo, spesso legato a relazioni passate e presenti.
🌱 Dalla consultazione al possibile inizio di un percorso
Al termine della consultazione, può emergere una ipotesi di lavoro condivisa: si chiariscono i motivi della sofferenza, le possibili modalità di lavoro, i confini del percorso (frequenza, setting, onorario).
Ma non è detto che si arrivi sempre all’avvio di una terapia: a volte la consultazione aiuta già a dare senso a ciò che si sta vivendo o a capire che si ha bisogno di un altro tipo di aiuto.

Uno spazio per ascoltarsi in modo nuovo
Molte persone raccontano che la consultazione è stata, di per sé, un momento importante: qualcuno che ascolta senza giudicare, che non ha fretta di dare soluzioni, ma che aiuta a riformulare le domande e a guardare dentro di sé con più chiarezza.
Nella psicoanalisi della relazione, l’inizio del percorso non è mai standardizzato: è un’esperienza unica, che comincia nel rispetto dei tempi e della complessità di ogni storia. E la consultazione ne rappresenta il primo passo autentico.
Sostegno Psicologico. Un aiuto per riscoprire la propria forza
Sostegno Psicologico: un percorso di ascolto e comprensione di sé
Il sostegno psicologico è un percorso di incontro e riflessione che aiuta la persona ad affrontare momenti di difficoltà, cambiamento o sofferenza emotiva. A volte la vita ci mette di fronte a situazioni che generano ansia, tristezza, confusione o perdita di equilibrio: un lutto, una separazione, una crisi personale, difficoltà relazionali o lavorative. In questi momenti, poter parlare con uno psicologo in un contesto accogliente e non giudicante può diventare un aiuto prezioso per ritrovare un senso di continuità e benessere. Il sostegno psicologico non si limita a dare consigli o soluzioni rapide, ma offre uno spazio di ascolto autentico in cui comprendere più profondamente ciò che si sta vivendo, esplorare le emozioni e dare significato alle proprie esperienze. È un processo di consapevolezza che permette di riconnettersi con sé stessi, con la propria storia e con il proprio modo di stare in relazione con gli altri.
Il modello della Psicoanalisi della Relazione
Il mio lavoro si fonda sul modello della psicoanalisi della relazione, un approccio che considera la relazione terapeutica come elemento centrale del cambiamento. Secondo questa prospettiva, non esiste un individuo isolato, ma una persona che si costruisce e si riconosce attraverso i legami affettivi che ha vissuto e che continua a vivere. La sofferenza psicologica nasce spesso da relazioni che si sono interrotte, da bisogni non riconosciuti o da modalità relazionali che si ripetono nel tempo e generano disagio. Nel percorso di sostegno psicologico, ciò che accade nella relazione tra paziente e terapeuta diventa un’occasione preziosa di comprensione. Attraverso l’ascolto, il dialogo e la riflessione condivisa, emergono le emozioni, le aspettative e i modi abituali di vivere i rapporti con gli altri. In questo spazio protetto, la persona può fare esperienza di una relazione diversa, più autentica e sicura, e da lì cominciare a trasformare anche il proprio modo di stare nel mondo. La psicoanalisi della relazione non cerca di “aggiustare” la persona, ma di aiutarla a comprendere il senso della propria sofferenza, per poter riscoprire risorse interiori e nuove possibilità di vita.
A chi può essere utile il sostegno psicologico
Il sostegno psicologico può essere utile a chi sta attraversando: momenti di ansia, stress o preoccupazione persistente; difficoltà relazionali, sentimentali o familiari; perdita di motivazione o di
fiducia in sé; cambiamenti significativi (trasferimenti, separazioni, lutti, nuove responsabilità); sensazioni di vuoto, tristezza o insoddisfazione; desiderio di conoscersi meglio e di migliorare la qualità della propria vita emotiva. Non è necessario “stare male” per iniziare un percorso: spesso si tratta di concedersi uno spazio di riflessione e cura di sé, per comprendere meglio i propri bisogni e orientarsi con maggiore consapevolezza.
Un percorso costruito insieme
Ogni incontro rappresenta un’occasione per dare voce a ciò che spesso resta silenzioso. Attraverso il dialogo e la relazione, il sostegno psicologico diventa un cammino condiviso, in cui terapeuta e paziente collaborano per comprendere il significato delle difficoltà e costruire nuovi modi di affrontarle. Il ritmo e la durata del percorso vengono definiti insieme, in base alle esigenze e agli obiettivi personali. L’intento non è semplicemente “eliminare il disagio”, ma comprenderlo, trasformarlo e farne un punto di partenza per un cambiamento più profondo e autentico.
Conclusione
Il sostegno psicologico, nella prospettiva della psicoanalisi della relazione, è un’esperienza di incontro umano prima ancora che terapeutico. In uno spazio di fiducia e ascolto, è possibile ritrovare il filo della propria storia, dare significato alle proprie emozioni e aprirsi a nuove possibilità di relazione con sé stessi e con gli altri. È un invito a conoscersi meglio, a prendersi cura del proprio mondo interiore e a camminare verso una forma più piena di benessere psicologico e libertà personale.
Psicodiagnosi
La psicodiagnosi è il processo attraverso cui lo psicologo osserva, analizza e comprende il funzionamento psichico di una persona, con l’obiettivo di formulare una valutazione approfondita del suo stato psicologico. Non si tratta semplicemente di “dare una diagnosi” nel senso medico del termine, ma di comprendere il modo unico in cui ciascun individuo pensa, sente, vive le proprie emozioni e si relaziona con gli altri.
Da un punto di vista etimologico il termine deriva dal greco: psyche = anima, mente diagnosis = conoscenza attraverso, riconoscimento, per cui rimanda al processo di riconoscimento, riconoscere e comprendere la mente.
In cosa consiste
La psicodiagnosi comprende un insieme di attività che possono includere:
Colloqui clinici – momenti di ascolto e dialogo che permettono di esplorare la storia personale, i vissuti, le difficoltà attuali e le risorse.
Osservazione del comportamento e della relazione – lo psicologo presta attenzione a come la persona comunica, si esprime, reagisce emotivamente.
Somministrazione di test psicologici – strumenti standardizzati o proiettivi (come test di personalità, test cognitivi, test proiettivi) che aiutano a far emergere aspetti meno consapevoli del funzionamento psichico.
Restituzione finale – momento in cui lo psicologo condivide con la persona i risultati della valutazione, aiutandola a comprendere meglio se stessa e il significato del proprio disagio.
Obiettivi principali
L'obiettivo della psicodiagnosi è comprendere le modalità affettive, cognitive e relazionali della persona. Individuare aree di forza e di vulnerabilità. Fornire una base per la diagnosi clinica o per l’avvio di un percorso terapeutico. Orientare le scelte di intervento (psicoterapia, counseling, supporto educativo, ecc.).
La valutazione psicologica e la psicodiagnosi in prospettiva psicoanalitica
La valutazione psicologica può rappresentare un momento importante del percorso clinico: un occasione per comprendere la persona nella sua complessità, andando oltre il sintomo per esplorare la storia, le relazioni, i vissuti emotivi e le modalità con cui ciascuno dà senso alla propria esperienza. In un’ottica psicoanalitica, la valutazione non si limita a “misurare” o “classificare” il disagio, ma diventa un processo di conoscenza condivisa tra paziente e psicologo, in cui il linguaggio del sintomo, delle emozioni e delle difese viene ascoltato e interpretato all’interno di una relazione significativa.
Un incontro che dà senso
Per giovani e adulti, spesso alle prese con cambiamenti, pressioni sociali e domande identitarie, la valutazione psicologica può rappresentare un’occasione di riflessione su di sé. Attraverso il colloquio clinico, i test proiettivi e le interviste strutturate, lo psicologo cerca di comprendere come la persona vive il proprio mondo interno, quali fantasie e conflitti inconsci possono influenzare il suo modo di sentire, pensare e relazionarsi. La psicodiagnosi, in questo senso, non ha lo scopo di “etichettare” ma di dare forma e significato alle difficoltà.
L’obiettivo è favorire una maggiore consapevolezza dei propri funzionamenti psichici, restituendo alla persona un’immagine di sé più integrata e coerente.
Gli strumenti della valutazione
In un approccio psicoanalitico, la valutazione si articola attraverso diversi strumenti, utilizzati in modo flessibile e integrato: Colloqui clinici esplorativi, in cui lo psicologo raccoglie la storia personale e affettiva, osservando il modo in cui il soggetto parla di sé e si pone nella relazione. Test proiettivi come il Rorschach o il TAT (Thematic Apperception Test), che permettono di cogliere le dinamiche inconsce, le difese predominanti, la qualità delle relazioni interne e la capacità di mentalizzazione. Test di personalità e strumenti oggettivi, che possono integrare la comprensione del funzionamento psichico e fornire una base di confronto con dati normativi. La valutazione, però, non è mai riducibile alla somma dei risultati testistici: ciò che conta è l’interpretazione clinica, ossia la capacità di leggere i dati alla luce della relazione instaurata e del contesto esistenziale della persona.
Un processo trasformativo
Dal punto di vista psicoanalitico, anche la fase valutativa ha un valore trasformativo. Il solo fatto di essere ascoltati e compresi in modo profondo può generare un cambiamento. La relazione che si crea tra psicologo e paziente, basata su fiducia, rispetto e curiosità per il mondo interno, permette di dare voce a emozioni spesso non nominate, e di cominciare a costruire un linguaggio condiviso per comprendere il proprio disagio. Per molti giovani e adulti, questo processo diventa una prima occasione di auto-riflessione autentica: un luogo dove non si viene giudicati, ma accompagnati nella comprensione di sé. È da qui che può nascere la decisione, eventualmente, di intraprendere un percorso psicoterapeutico più approfondito.
Conclusioni
La valutazione psicologica e la psicodiagnosi, in chiave psicoanalitica, non sono quindi atti tecnici o burocratici, ma esperienze di incontro e conoscenza. Esse permettono di restituire alla persona la complessità della propria storia, di comprendere le origini del malessere e di valorizzare le potenzialità di cambiamento insite in ogni crisi. Nel mondo contemporaneo, dove spesso si cercano risposte rapide e soluzioni immediate, la valutazione psicoanalitica offre un tempo e uno spazio per ascoltare sé stessi in profondità — un invito a ritrovare significato, continuità e senso nel proprio percorso di vita.
Psicoterapia Individuale
La psicoterapia individuale è uno spazio di ascolto e riflessione pensato per aiutare la persona a comprendere meglio se stessa, affrontare momenti di difficoltà e sviluppare nuove risorse interiori.
Si svolge attraverso un dialogo strutturato tra la persona e lo psicoterapeuta, in un contesto riservato, non giudicante e protetto. L’obiettivo è favorire il benessere psicologico, promuovere una maggiore consapevolezza e facilitare cambiamenti significativi nel modo di pensare, sentire e agire.
Il suo obiettivo è comprendere più a fondo il proprio modo di pensare, sentire e relazionarsi, per affrontare in modo nuovo le difficoltà emotive e migliorare la qualità della vita. Non si tratta solo di “eliminare i sintomi”, ma di esplorare il loro significato e di scoprire come questi si collegano alla propria storia personale e alle modalità con cui si vivono le relazioni. Durante il percorso, la persona è invitata a parlare liberamente di sé, delle proprie esperienze, emozioni e sogni, mentre il terapeuta ascolta con attenzione e aiuta a dare senso a ciò che emerge.
Durante il percorso, possono essere affrontate tematiche come:
ansia, stress o attacchi di panico
difficoltà relazionali o affettive
momenti di crisi o transizioni importanti
bassa autostima o senso di blocco
vissuti depressivi o perdita di motivazione
difficoltà legate alla propria identità o alla gestione delle emozioni
Il percorso si costruisce in modo personalizzato, rispettando i tempi e i bisogni della persona. La frequenza e la durata vengono concordate insieme, in base agli obiettivi condivisi.
Nel tempo, si costruisce uno spazio protetto e riservato, in cui è possibile esprimersi senza giudizio e riflettere su se stessi in modo più profondo. La psicoterapia individuale si rivolge a chi attraversa momenti di sofferenza, ansia, difficoltà relazionali, perdita di autostima o crisi personali, ma anche a chi desidera semplicemente conoscersi meglio e intraprendere un percorso di crescita personale.
La psicoanalisi della relazione: il cuore del lavoro terapeutico
Tra i diversi orientamenti psicoterapeutici, la psicoanalisi della relazione occupa un posto particolare. Nasce dall’evoluzione della tradizione psicoanalitica classica, ma pone al centro non tanto l’inconscio “isolato” della persona, quanto la relazione come spazio in cui si costruisce e si trasforma l’esperienza psichica.
Secondo questa prospettiva, ogni individuo si forma e si definisce all’interno dei legami significativi che ha vissuto sin dall’infanzia. Le esperienze emotive e affettive con le figure importanti — genitori, partner, amici — lasciano tracce profonde, che influenzano il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri. Quando qualcosa si blocca o si ripete in maniera dolorosa nelle relazioni, può emergere la sofferenza psicologica. Nella psicoanalisi della relazione, il terapeuta non è un osservatore distante, ma parte attiva di un incontro reale e umano. La relazione terapeutica diventa il luogo in cui il paziente può rivivere, riconoscere e trasformare i propri modelli relazionali. Attraverso ciò che accade “qui e ora” con il terapeuta — emozioni, resistenze, paure, desideri — si possono comprendere e rielaborare le modalità con cui si è soliti vivere gli altri rapporti. Il terapeuta, con un atteggiamento di ascolto empatico e autentico, aiuta la persona a scoprire nuovi modi di stare in relazione, più liberi e consapevoli. In questo senso, il cambiamento non è imposto dall’esterno, ma nasce gradualmente dall’esperienza viva della relazione analitica, che diventa una sorta di laboratorio affettivo e trasformativo. Obiettivi e benefici del percorso La psicoterapia individuale basata sulla psicoanalisi della relazione permette di: comprendere più a fondo il proprio mondo interiore e le proprie emozioni; riconoscere i modelli relazionali che tendono a ripetersi; imparare a costruire rapporti più autentici e soddisfacenti; sviluppare una maggiore fiducia in sé e negli altri; affrontare sintomi come ansia, tristezza, rabbia o senso di vuoto; riscoprire il proprio desiderio e la possibilità di vivere in modo più pieno. È un lavoro che richiede tempo, continuità e impegno, ma che può portare cambiamenti profondi e duraturi. Ogni percorso è unico, come unica è la storia di ciascuno.
Conclusione
La psicoterapia individuale nella prospettiva della psicoanalisi della relazione è, prima di tutto, un’esperienza di incontro umano. All’interno di una relazione sicura e rispettosa, la persona può esplorare le proprie fragilità, scoprire risorse nascoste e trovare nuovi significati alla propria esperienza di vita. È un cammino di conoscenza e trasformazione, in cui il dialogo tra terapeuta e paziente diventa lo strumento principale per riscoprire se stessi e costruire un maggiore benessere psicologico.
Progettazione, Formazione e Prevenzione
Progettazione e realizzazione di percorsi formativi e/o di prevenzione propedeutici per giovani, famiglie, insegnanti e operatori sociali.
Mi occupo di progettazione, formazione e prevenzione psicologica con l’obiettivo di promuovere il benessere individuale e collettivo nei diversi contesti di vita e di lavoro.
La progettazione in ambito psicologico consiste nel pianificare e strutturare interventi mirati a promuovere il benessere, prevenire il disagio e favorire lo sviluppo di persone, gruppi e comunità.
Si tratta di un processo che unisce competenze scientifiche e capacità di lettura dei bisogni del contesto, con l’obiettivo di costruire azioni efficaci, coerenti e sostenibili nel tempo.
In pratica, la progettazione comprende diverse fasi:
- Analisi dei bisogni – raccogliere informazioni sul contesto, sulle persone coinvolte e sulle problematiche o risorse presenti.
- Definizione degli obiettivi – stabilire in modo chiaro cosa si intende raggiungere, a livello individuale, relazionale o organizzativo.
- Scelta delle strategie e delle metodologie – individuare le modalità di intervento più adatte (laboratori, incontri formativi, attività di gruppo, colloqui, azioni di rete).
- Pianificazione operativa – organizzare tempi, risorse e strumenti per realizzare l’intervento.
- Valutazione – monitorare e verificare l’efficacia delle azioni intraprese, per migliorare continuamente i processi e i risultati.
La progettazione può riguardare scuole, aziende, enti, associazioni o servizi rivolti ai cittadini, e può concentrarsi su diversi temi: prevenzione del disagio giovanile, promozione della salute mentale, educazione socio-affettiva, benessere organizzativo, gestione dello stress, empowerment di comunità e molto altro.
In sintesi, progettare in psicologia significa trasformare la conoscenza teorica e clinica in azioni concrete e condivise, capaci di generare cambiamento e benessere nei contesti reali.
Attraverso la progettazione, definisco interventi mirati, costruiti a partire dai bisogni specifici di persone, gruppi e organizzazioni. Ogni progetto nasce dall’ascolto attento del contesto e dalla collaborazione con le realtà coinvolte, per sviluppare azioni efficaci e sostenibili nel tempo.
La formazione rappresenta un ambito fondamentale del mio lavoro: progetti educativi e percorsi formativi rivolti a insegnanti, genitori, professionisti o gruppi di lavoro mirano a potenziare competenze relazionali, comunicative ed emotive, favorendo crescita personale e miglioramento del clima relazionale.
La prevenzione, infine, ha lo scopo di riconoscere precocemente situazioni di rischio e di disagio, valorizzando le risorse individuali e collettive e promuovendo stili di vita più consapevoli e sani.
In ogni ambito, il mio intento è quello di creare spazi di riflessione, confronto e apprendimento che rendano la psicologia uno strumento concreto di promozione del benessere, prevenzione del disagio e sviluppo delle potenzialità di persone e comunità.
Orientamento e bilancio competenze: Capire e Valorizzare le Proprie Capacità
In un mondo in continuo cambiamento, conoscere le proprie capacità e capire quali scelte possono portare soddisfazione personale e professionale è fondamentale. Per questo esistono due strumenti molto utili: l’orientamento e il bilancio di competenze.
Cos’è l’orientamento
L’orientamento è un percorso che aiuta le persone a capire chi sono, cosa sanno fare e cosa vogliono fare nella vita. Non riguarda solo la scelta della scuola o del lavoro: serve a riflettere sulle proprie attitudini, interessi e motivazioni, in modo da prendere decisioni più consapevoli.
L’orientamento può aiutare:
Studenti, a scegliere il percorso di studi più adatto.
Chi cerca lavoro, a capire quale carriera può essere più adatta.
Chi vuole cambiare lavoro o crescere professionalmente, a pianificare il proprio percorso di sviluppo.
Cos’è il bilancio di competenze
Il bilancio di competenze è uno strumento pratico che permette di fare il punto sulle proprie capacità. Aiuta a capire:
Quali competenze abbiamo già sviluppato.
Quali competenze possiamo migliorare.
Quali passi possiamo fare per raggiungere i nostri obiettivi.
Si tratta di un percorso guidato che aiuta a guardarsi dentro, valorizzare ciò che si sa fare e progettare il futuro in modo realistico e concreto.
Come funziona il bilancio di competenze
Il percorso di bilancio di competenze si divide in tre fasi principali:
Fase iniziale: si raccolgono informazioni sulla storia personale e professionale e si chiariscono gli obiettivi del percorso.
Fase di analisi: si individuano e valutano le competenze, sia quelle tecniche (ad esempio capacità informatiche o linguistiche) sia quelle trasversali (come capacità di comunicare, lavorare in team o risolvere problemi).

Fase di progettazione: si definisce un piano d’azione concreto, con eventuali percorsi formativi, esperienze lavorative o cambiamenti di ruolo, per migliorare la propria posizione professionale e personale.
Perché sono importanti
Orientamento e bilancio di competenze aiutano a:
Conoscere meglio sé stessi.
Fare scelte più consapevoli per studio, lavoro e carriera.
Migliorare le proprie competenze e affrontare meglio i cambiamenti.
Aumentare fiducia e motivazione personale.
Conclusione
Orientamento e bilancio di competenze non sono solo strumenti per chi cerca lavoro: sono strumenti di crescita personale e professionale. Sapere cosa si sa fare, cosa si vuole fare e come raggiungerlo permette di affrontare il futuro con più sicurezza e chiarezza.Scopo dell’orientamento è guidare i ragazzi e le loro famiglie alla scelta dei percorsi formativi. Questo tipo di consulenza psicologica aiuta a focalizzare l’attenzione su due poli: quello esterno (realtà scolastica, lavorativa, sociale, ecc.) e quello personale, mettendo in luce le potenzialità, le preferenze e i valori del ragazzo. La conoscenza di questi elementi facilita il ragazzo nell’operare una scelta più matura e a non farsi fuorviare da aspettative poco realistiche, proprie o della famiglia.
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Quando la tristezza o l’euforia diventano persistenti e interferiscono con la vita quotidiana
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Schemi di comportamento e di pensiero profondi che possono condizionare l’identità e le relazioni
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Quando la comunicazione si interrompe e le relazioni diventano fonte di fatica e incomprensione.
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Oltre la semplice tristezza: tristezza profonda, perdita di interesse e difficoltà a provare piacere nelle attività quotidiane.
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Preoccupazione costante, tensione e crisi di panico improvvise, che possono limitare il benessere e la libertà personale
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Autostima
Imparare a guardarsi con accettazione, rispetto e consapevolezza.
